lunedì, 05 maggio 2008

Armati a Torino

Fiera Internazionale del libro di Torino
FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Domenica 11 maggio - ore 12,30 in diretta dallo stand deastore.com (Padiglione 2 - H18/J17)

CRISTIANO ARMATI presenta ITALIA CRIMINALE


  Con l'autore interviene Michele De Mieri (Radiotre - Fahrenheit)

Cop-Italia-criminale-mess2
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categorie: italia criminale, presentazioni e festival
mercoledì, 30 aprile 2008

"Downfall of aces": fuori adesso l'ultimo cd dei Sonic Assassin

Dopo il minitour (reading elettrico + concerto punk) con Cristiano Armati del giugno 2007 è finalmente fuori

SONIC ASSASSIN

DOWNFALL OF ACES

Sonic Assassin - Downfall of aces

Se amate il punk rock senza compromessi e il rock’n’roll che batte i polverosi sentieri dell’underground sulla scia ideale di grandi gruppi ad alto impatto sonoro ed emotivo come Radio Birdman, Celibate Rifles, Sonic’s Rendezvous Band, Stooges e MC5  allora avete trovato pane per i vostri denti con i Sonic Assassin (Roberto Calabrò - Freakoutonline.com)

PRENDETE E ASCOLTATENE TUTTI!!!

postato da: armati alle ore 09:46 | link | commenti (1)
categorie: segnalazioni
martedì, 29 aprile 2008

L'inferno di Guantanamo di Clive Stafford Smith

I segreti di una prigione, i segreti di una nazione

LLa prigione di Guantánamo, teatro di terribili sevizie e di soprusi di ogni genere è tornata di grande attualità anche grazie al documentario Taxi to the Dark Side di Alex Gibney, vincitore del Premio Oscar 2008 e il tema dell'uso della tortura nella lotta al terrorismo ha riacceso il dibattitto. Per la prima volta,un uomo dotato di indipendenza di giudizio e di libero accesso alla più famigerata tra le carceri statunitensi, ha messo nero su bianco le reali condizioni in cui versano i detenuti accusati di terrorismo dal governo americano. L’inferno di Guantánamo, da questo punto di vista, rappresenta un documento eccezionale: un vivido resoconto scritto da Clive Stafford Smith sulla base della sua esperienza di avvocato difensore di quindici prigionieri rinchiusi nel supercarcere e privati di qualsiasi diritto e di ogni garanzia. Con coraggio e obbiettività, Stafford Smith esplora la durezza di questo nuovo universo concentrazionario svelando il vero volto di un luogo completamente al di fuori della legge, dove la violazione dei diritti umani è un fatto quotidiano e in cui le violenze più crudeli sono diventate parte integrante di un’aberrante quotidianità. 

Clive Stafford Smith è il direttore di Reprive, un’organizzazione non governativa britannica che si occupa di fornire assistenza legale ai “dannati della terra”, dai prigionieri di Guantánamo fino ai condannati a morte che, nelle carceri degli Stati Uniti, aspettano l’ora della loro esecuzione. Per maggiori informazioni: www.reprive.org.uk

Clive Strafford Smith
L'inferno di Guantanamo
Newton Compton - collana Controcorrente
320 pp - 9,90 euro

postato da: armati alle ore 09:34 | link | commenti
categorie: aaa libri editati
giovedì, 27 marzo 2008

La leggenda di Anagnina

Dove finisce la città e comincia la periferia, ci vogliono venti fermate di metropolitana per arrivare fin qui partendo dal centro e scendendo alla stazione di Anagnina. Nelle aiole sono stati piantati i semafori: la loro luce rossa è una benedizione per quelli venuti da paesi lontani a lavare i vetri delle macchine in cambio di tanti insulti e qualche monetina. La poca erba corrosa che è rimasta ai lati della strada è buona soltanto alla pancia stremata di un cammello che sogna il deserto e sputa per terra quando la frusta del domatore glielo chiede: una volta all’anno, qui ad Anagnina arriva il circo con le sue roulotte scassate e il suo tendone scolorito. Con un euro si prende lo zucchero filato. Con tre euro si possono lanciare cicche arroventate a scimmie moribonde. Con cinque euro si assiste allo spettacolo completo: i gargarismi di fuoco della donna cannone, la lotta di un sandokan pelato con il feroce alligatore, l’eccitazione per i giorni migliori di una ballerina brasiliana, più nuda delle sue gambe con le vene varicose.
Al circo di Anagnina, ormai, hanno smesso di esibirsi le star internazionali: l’uomo-bruco è morto e Jack “faccia da cane” è andato a vendere la sua deformità altrove. Arriva la sera e le tribune restano vuote. Spettacolo dopo spettacolo, il circo naufraga senza nessun testimone. Il domatore dimentica di essere spietato, spalanca le gabbie e dice alle sue bestie: “Arrangiatevi se volete trovare da mangiare.”
L’erba secca andava bene al cammello e, nelle fogne aperte sotto il cielo, trovò rifugio il feroce alligatore. Ma alla ballerina il cibo non bastava, lei poteva vivere soltanto di danza e di passione. Passione offerta ai lavavetri e comprata a prezzi popolari: dieci euro per la bocca, venti per l’amore. Amore senza precauzione: dalla pancia delle ballerina saltò fuori una bambina che aveva addosso i cinque continenti. Il bruno della terra, il giallo del sole, il rosso del furore, il bianco del freddo in fondo al cuore. La bambina si presentò al mondo dalla parte dei piedi e, come levatrice, ebbe soltanto la Donna Cannone. Così, appena nata, la bambina perse la mamma e trovò un padrone: un domatore di seconda classe, un dittatore che non aveva ancora imparato a nascondere la frusta e ad accendere la televisione. Tra tutti i santi del calendario e i cartelli della metropolitana, il domatore fece confusione e non trovò, alla bambina, un nome più bello di quello di Anagnina.
Anagnina Sanchez per l’ufficiale di stato civile un po’ ubriaco che dimenticò i dati necessari alla sua registrazione. Lui beveva acquavite di vinaccia e Anagnina non seppe più quanti anni aveva. Da ragazzina, Anagnina abitò insieme a quelli del circo, ma soltanto finché fu capace di entrare tutta intera dentro una scatola di scarpe, perché le ossa che si allungano per accogliere la carne non fanno bene alla carriera di una contorsionista. Le tette che si gonfiano, invece, alzano il coperchio della scatola e dicono al domatore che è arrivato il momento di insegnare ad Anagnina com’è che si fa a soddisfare quel desiderio di ballare che una volta era stato di sua madre ma che adesso era suo. Lo stesso desiderio che salva Anagnina dalle ire di un controllore quando, sulla metropolitana, viene sorpresa a viaggiare senza biglietto. Troppo cresciuta per essere ancora una contorsionista, Anagnina era stata mandata via dal circo con un’unica consolazione: un talismano che la donna cannone aveva confezionato lucidando nella sua barba un dente di cammello. Con questo amuleto appeso al collo, Anagnina seguì il controllore negli uffici dove stampano i biglietti della metropolitana: se era cresciuta troppo per fare la contorsionista, Anagnina era cresciuta al punto giusto per cominciare a fare la puttana. Anagnina obbedisce ai clienti e, se si mette in ginocchio, non lo fa certo per pregare ma per impastare il suo pane con quello che esce dalla dura sofferenza di chi paga: domatori di leoni, controllori di biglietti e poi, soprattutto poliziotti. Gente interessata a controllare che Anagnina fosse in regola con la questione dei permessi di soggiorno e quella dei passaporti.
I poliziotti chiudono gli occhi sui documenti che Anagnina non ha mai avuto e li riaprono davanti a qualcos’altro: un bosco incantato, due seni ondeggianti e, appeso al collo, il dente di un cammello avvelenato dal monossido di carbonio che l’animale mangiava insieme all’erba di Anagnina, non la ragazza, ma la stazione della metropolitana. Luogo sperduto dopo le ore di punta, la stazione di Anagnina viene popolata, improvvisamente, da una lunghissima processione di persone in uniforme: poliziotti, guardie di finanza, ispettori forestali, carabinieri. Si raccontavano l’uno con l’altro, i militari, quello che stava succedendo grazie al corpo di una ragazza che aveva addosso tutti i continenti e che trasformava i gradi delle divise e le mostrine, in miracolosi rimedi contro i mali. Così, le guardie smisero di essere sergenti, caporali, marescialli e capitani – persero le pance cadenti, le pistole ai fianchi, le corna delle mogli, le torture in caserma e le ulcere gastrointestinali – e, come per magia, passarono per il boschetto di Anagnina e diventarono giardinieri, fornai, pasticceri, muratori e falegnami.
Questa storia, accaduta allora, adesso è una leggenda: qualcosa che si sente raccontare a bassa voce dai più vecchi tra tutti i pendolari. Qualcosa che consiglia a tutti di cercare bene perché, da qualche parte, deve pur danzare ancora, la seconda bocca della ragazza che si chiama come una fermata della metropolitana: Anagnina, la ragazza che, prima di diventare santa, era stata guaritrice di poliziotti,  puttana, contorsionista e ballerina.

(Cristiano Armati)


Foto di Eleonora Calvellifoto di Eleonora Calvelli
"Attraversamenti multipli" - progetto a cura di Margine Operativo
Stazione della metropolitana di Anagnina, giovedì 14 Giugno 2007
postato da: armati alle ore 10:25 | link | commenti (13)
categorie: racconti di roma
martedì, 18 marzo 2008

Confessioni di una mente criminale di Danilo Pennone

Furti, rapine e morti ammazzati nella vita di un "bravo ragazzo" della malavita romana

Confessioni di una mente criminale
È l’estate del 1971 quando Natale, un ragazzo di soli tredici anni, viene coinvolto nell’assassinio di un uomo. Un gesto tragico vissuto come un rituale di iniziazione. Una strada diretta negli inferi del consumo di droghe e delle rapine a mano armata e segnata dal paesaggio desolante dell’estrema periferia romana. Orfano di madre e presto rinchiuso in un riformatorio, Natale cercherà un suo riscatto militando in una temibile batteria di rapinatori. Un momento di “gloria” a cui, inevitabile, segue uno sbandamento pauroso. Ora è il sottobosco della stazione Termini ad accogliere Natale. Una fauna umana variopinta di truffatori, prostitute, assassini e poveracci: una folla consapevole del proprio fallimento esistenziale e condannata allo squallore. Quando tutto sembra perduto, ecco che per Natale arriva la stagione dei ricordi. Immagini di amicizia e di inaudita violenza si sovrappongono all’epopea della malavita romana, dalla gang dei Marsigliesi alla banda della Magliana, in una storia criminale su cui aleggia un destino sospeso tra il tempo della morte e quello dell’amore.

Danilo Pennone è nato a Roma, dove vive e insegna. Da sempre appassionato del mondo del crimine ha pubblicato diversi articoli sull’argomento apparsi in riviste specializzate.

Danilo Pennone
Confessioni di una mente criminale
Newton Compton - collana Nuova Narrativa
352 pp - 9,90 euro
postato da: armati alle ore 14:38 | link | commenti (2)
categorie: aaa libri editati

101 modi per uccidere il tuo capo (senza perdere il posto di lavoro) di Graham Roumieu

Padroni, top manager, capi del personale:
state attenti, sarà una risata che vi seppellirà!

101 modi per uccidere il tuo capo
Superiori psicotici, manager folli, capi del personale sadici e perversi. Il mondo del lavoro è popolato da simili personaggi: incompetenti o stralunati, antipatici o crudeli, tristemente zelanti o semplicemente idioti, hanno il potere dalla loro parte e ne abusano con disinvolta brutalità. 101 modi per uccidere il tuo capo (senza perdere il posto di lavoro) offre a tutti una grande occasione per cambiare questo stato di cose: una soluzione forse esagerata e senz’altro politicamente scorretta ma in ogni caso divertente, liberatoria e definitiva. Perché è venuto il momento di guardare chi comanda negli occhi e, facendosi beffe dei suoi ordini senza senso, ricordargli: «Caro capo, sarà una risata che ti seppellirà!».

Illustratore canadese, Graham Roumieu è noto per il successo ottenuto grazie ai libri dedicati al personaggio di Bigfoot. Il suo lavoro è stato pubblicato dal «New York Times», da «Harper’s» e dal «Wall Street Journal». Vive a Toronto e dialoga con il mondo attraverso il sito internet www.roumieu.com

Graham Roumieu
101 modi per uccidere il tuo capo (senza perdere il posto di lavoro)
Newton Compton - Collana 101
112 pp - 7,90 euro
postato da: armati alle ore 14:32 | link | commenti (1)
categorie: aaa libri editati
giovedì, 13 marzo 2008

Intervista a Sweeney Todd

Dalle frequenze di Radio Number One, novanta secondi di Cristiano Armati dedicati al primo mass murder della storia contemporanea:




Più feroce di Jack lo squartatore, più assetato di sangue di Dracula il vampiro, ecco il "diabolico barbiere di Fleet Street, più famoso con il nome di Sweeney Todd
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categorie: interviste, audio video foto
mercoledì, 12 marzo 2008

Come si riconoscono i soldi

I soldi fanno biondi

i capelli delle donne

e lisci

e levigati

i loro corpi.
 

I soldi

rovesciano insalatiere nelle piazze

e innalzano obelischi

come ai circhi

vendono zucchero filato.
 

I soldi

sono un sogno realizzato

sono macchine d’argento

senza traffico

sono cavalli pazzi

che al manicomio

ingrassano.
 

I soldi

sono come gli aquiloni

o modellini telecomandati

sono l’hobby del bonsai

un trapano nuovo di zecca

una mitraglietta

oppure una sveglia

che proietta l’ora sul muro


I soldi

non hanno fatto male mai a nessuno

in città

scambiano la notte con il giorno

fabbricano coperte

con la pelle d’oca

dicono che se ne vanno

invece tornano.


I soldi

sono più veloci della luce

sono più lucenti di un diamante

sono un gioco in cui si vince sempre.

 

I soldi

sono come un ristorante

dove nel piatto ci sono cameriere,

sono bandiere nere

e un posto ricoperto di marmo

dentro al cimitero

 

I soldi

dicono sempre il vero

sono l’ago ritrovato in un pagliaio

sono Maria che ti risponde a Roma

sono un abito da sposa

e l’arte di scambiare la cosa per la rosa.


I soldi sono questo e altro

sono l’essere in un altro posto

così, se sei tanto stupido

da riconoscere i soldi

abbassando lo sguardo

verso le scarpe che porto

io vorrei essere altrove

e invece non posso.

postato da: armati alle ore 11:51 | link | commenti (3)
categorie: bestemmie in forma di rosa
martedì, 04 marzo 2008

Tascabili Deluxe: prima di iniziare a leggere rifatevi gli occhi

I "classici" si chiamano in questo modo proprio perché si tratta di libri irrinunciabili: punti di passaggio obbligato per capire la storia della nostra società e della nostra cultura ma anche per apprezzare un tipo di bellezza che muta con il passare del tempo. Con questi presupposti è normale che le librerie siano e continuino a essere ricche di proposte che invitano i lettori a riscoprire i grandi autori del passato. Alla Newton Compton - ed è proprio questa la caratteristica principale della collana Tascabili Deluxe - abbiamo cercato di andare oltre presentando gli autori dei classici non come se fossero testimoni di un lontano passato ma, al contrario, compagni di strada dell'oggi, scrittori sempre in grado di incidere sull'immaginario del presente. Per rafforzare questo aspetto abbiamo chiesto a importanti autori dei giorni nostri di confrontarsi con i testi della collana e di "presentarli", cioè di introdurli al pubblico contemporaneo: è stato un esperimento molto bello, assolutamente antiaccademico, quasi un invito a riscoprire i classici provando a considerarli con la stessa curiosità che si riserva agli scrittori esordienti!


Il libretto rosso di MaoKamasutra di Mallanga VatsyayanaCuore di cane di Michail BulgakovLe avventure di Peter Pan








I primi quattro titoli della collana Tascabili Deluxe, da sinistra a destra: Il libretto rosso di Mao presentato da Federico Rampini; Kamasutra presentato da Melissa Panarello; Cuore di cane presentato da Eraldo Affinati; Peter Pan presentato da Diego De Silva

postato da: armati alle ore 16:04 | link | commenti (2)
categorie: aaa libri editati
mercoledì, 27 febbraio 2008

Armati a Bologna: Rospi acidi e baci criminali

Armati al Salotto Post-Litteram
SABATO 1 MARZO, alle ore 19.30, la rassegna Salotto Post-Litteram, organizzata a BOLOGNA dal CS Opifice presso l’arterìa di Vicolo Broglio 1/e, presenta il “reading per voce sola” Rospi acidi e baci criminali, scritto e interpretato da
Cristiano Armati
: un recital dai contenuti duri e lirici al tempo stesso.

Nell’atmosfera assolutamente scarna di un palco privo di ogni scenografia, la voce di Armati rievoca i paesaggi desolati delle grandi periferie europee, da Londra a Roma, popolate da nuovi mostri in cerca di un improbabile riscatto. Il filo conduttore dello spettacolo è rappresentato da un misterioso rospo gigante a cui un’antica leggenda conferisce il potere di spalancare le porte delle percezione di chi ha il coraggio di leccarlo. Compiuto lo scarno rituale, le strade conoscono le gesta avventurose di rapinatori senza scrupoli, tossicodipendenti disperati, cuori infranti e lavoratori precari: personaggi di una quotidianità che, grazie a un tono dal sapore neorealista, esplode in un nugolo di contraddizioni che l’autore e interprete della piece insegue per venti minuti di prosa scandita da un ritmo incessante, poetico e metropolitano
postato da: armati alle ore 10:29 | link | commenti (1)
categorie: reading, presentazioni e festival